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Stefano Agostini in arte STASI nasce a Roma nel 1976

Sin dai primi anni di vita rimane affascinato dal lavoro del padre, noto restauratore romano, trascorrendo intere giornate nel suo studio ad osservare attentamente ogni suo piccolo gesto apprendendo ed interiorizzando le qualità di precisione, pazienza e calma necessarie in questa attività.

L’amore per il restauro, per la pittura, per il cinema e la scenografia hanno dato vita ad una poliedrica ispirazione, un mix insolito di tecniche e know how di mondi paralleli e nello stesso tempo integrati che STASI collega in maniera innovativa e segnata da un continua ricerca creando una miscela artistica particolare e potente.

 

Il Restauro, La Pittura e la Scenografia

Dal padre STASI apprende l’arte del restauro solo visivamente, ma sin dall’inizio assimila e metabolizza tutti quegli aspetti tecnici dell’arte che qualche anno più tardi risulteranno di vitale importanza per la sua espressione artistica.

In concomitanza con lo studio dell’arte del restauro, nel 1996, dopo una brillante carriera scolastica, conseguiva il diploma dell’Accademia delle Belle Arti di Roma acquisendo cosí anche una profonda conoscenza delle tecniche pittoriche e completando la sua preparazione teorica.

All’età di 20 anni STASI apre il suo primo laboratorio di restauro nel quartiere storico di San Lorenzo sempre a Roma.

Il quartiere di San Lorenzo dagli anni 70′ è uno dei cuori pulsanti, insieme al quartiere Trastevere, dei movimenti artistici romani. Studi di pittori si mescolano e si intrecciano con laboratori di artigiani creando un tessuto connettivo artistico che avrà grand influenza sul movimento artistico italiano. In quegli anni infatti i pittori aprirono al pubblico i propri studi, ricavati negli stanzioni di un vecchio edificio industriale di San Lorenzo, a Roma. Con la mostra del 1984, intitolata semplicemente “Atelier”, quei giovani pittori crearono cosí la nuova scuola romana, quella appunto del pastificio Cerere di via degli Ausoni.

Tutti questi artisti erano accumunati dal ritorno della pittura ma non necessariamente alla figurazione (due termini che spesso hanno coinciso nella riscoperta del colore, e dell’arte, proposte negli anni Ottanta da Transavanguardia e Nuovi selvaggi). Da allora, la pittura dei “Ragazzi di San Lorenzo” si è andanta raffinando.

E’ in questo contesto e a contatto con artisti già affermati che Agostini sviluppa una sensibilità caratterizzata da una grande capacità tecnica unita ad una attenzione per la realtà, gli avvenimenti e la cronaca quotidiana di Roma.

Appassionato di tecniche pittoriche quanto di restauro, dopo due anni dall’apertura del laboratorio di San Lorenzo, si specializza nel restauro di opere d’arte antiche.

Di lí a breve il suo particolare talento viene notato dai responsabili Vaticani che dopo alcuni lavori commissionati ed egregiamente eseguiti, lo incaricano del restauro dell’intera collezione epigrafica in marmo del chiostro costantiniano all’interno della Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Il lavoro viene concluso con successo in Soli 6 mesi.

Nel 2002 per una serie di circostanze fortuite, mette a disposizione il suo studio per una produzione cinematografica e per l’effettuazione di alcune riprese. Da questo episodio nasce la passione per il cinema che lo porta a conoscere negli anni l’attore greco Yorgo Voyagis e l’attrice Diana Curtis. La passione per questa forma d’arte accompagnerà Agostini negli anni successivi della sua crescita artistica.

Nello stesso anno le sue doti artistiche e l’eccezzionale capacità manuale vengono notate ed apprezzate dalla cerchia di amicizie che operavano nel mondo cinematografico; attraverso di loro collabora alla realizzazione delle scenografie della prima unità nel film Gangs of New York diretto da Martin Scorsese, assieme a scenografi provenienti della scuola di Eugenio Bava. Senza abbandonare il restauro- suo primo amore- e la pittura, nel 2004 Stefano viene richiamato a prendere parte alla realizzazione delle scenografie del film Ocean’s Twelve diretto da Steven Soderberg.

Nel 2010, forme ormai di grande esperienza acquisita, realizza da solo ed integralmente, la scenografia teatrale di “10 partite” di Giuseppe Manfridi, noto drammaturgo italiano.

Fino al 2013 continua l’attività di restauro nel suo laboratorio di San Lorenzo.

Dal 2013 fino al 2016 si concede un periodi di “stasi” per riflettere su tutto cio’ che lo ha portato ad intraprendere il suo percorso artistico, per analizzare il suo operato e per acquisire una consapevolezza interiore sul percorso da intraprendere.

Negli ultimi anni STASI ha iniziato a creare le sue opere usando tutta la conoscenza della materia e dei pigmenti ma nel contempo sperimentando in continuazione e lasciando che le esperienze dei vari mondi vissuti intensamente, possano liberamente confluire e fondersi sui suoi telai.WhatsApp Image 2019-01-31 at 07.00.29

In evidenza possiamo trovare l’opera di STASI ‘David Bowie’ parte della Private Collection di Paolo di Pofi